domenica 25 gennaio 2009

Non c'è due senza tre


Aaah, per una volta non parlo di deprimente politica o sconfortante attualità! Per una volta torno a parlare di sensazioni ed emozioni positive!
ESTIQAATSI! Dice... che ciò e un bene (questa la capiscono solo gli ascoltatori di 610 ma vabbè)
Allora, venerdì scorso sono andato per la terza volta a sentirmi un concerto dei mitici Stranglers! Quei cari vecchietti (ricordo che il loro primo album risale al 1977) spaccano sempre il culo ai passeri e sempre con la loro tipica classe tutta inglese! Purtroppo anche questa volta il grande vecchio dietro la batteria -il mitico Jet Black, classe 1938- (!!!) era assente per motivi di salute, ed era sostituito dal suo fido assistente tecnico Ian Barnard, come anche in un altro degli altri due concerti a cui assistetti in passato. Del resto qualche anno fa gli venne diagnosticata una condizione nota come "fibrillazione atriale" e la scelta di ridurre la frequenza di concerti e turnée è stata quantomeno prudente. El xe pì vècio de me popà! C'è da capirlo!
Scusate l'intromissione dialettale... dicevo... il concerto s'è aperto con una piacevolissima sorpresa. Un trio nostrano, i Poison Deluxe, ha infilato uno spettacolino niente male, energico, originale (ma con notevoli strizzate d'occhio ad un sound decisamente vintage) e divertente.
Costoro:
Dopo un rapido cambio palco, ecco che The Men In Black hanno preso possesso del palco e dato inizio alle danze! La mia postazione era strategicamente di fronte al grande Jean-Jacques Burnel, che come ogni volta ha ancorato solidamente le ritmiche e le armonie della band con le sue basslines granitiche e sempre originali.
E ogni volta è un piacere!
Fra l'altro devo dire che quando suono rock mi trovo, più spesso di quanto pensassi, ad usare dei tipici "Burnellismi" anche nel mio modo di suonare!
Di seguito un estratto di una delle sue più famose linee di basso... per quanto la macchinetta fotografica che ho usato non garantisse una fedele riproduzione audio... si insomma si sente da culo. Vabbè si fa quel che si può:


La band ha infilato una selezione di grandi successi, dagli albori della loro carriera fino alle fatiche più recenti; del resto questo non è un tour in supporto ad un nuovo disco, è un tour di puro piacere, come dire. E si vedeva.
Oltre a spassarsela fra di loro sul palco, i quattro hanno scherzato col pubblico senza alcun atteggiamento da rockstar vissuta o figa isterica.
Il sempre affabile Jean-Jacques ha passato ad un mio amico la sua bottiglia di birra... io ho chiesto e ottenuto uno dei suoi plettri... ma del resto non è una sorpresa. La prima volta che li vidi andai addirittura ad assistere alle prove e poi feci due chiacchiere con tutta la band, mi feci autografare uno dei miei bassi dal buon Burnel, col quale poi parlai di strumenti e amplificatori, sorseggiando birre. (Del resto la classe non è acqua).
Ecco un altro po' di foto (alcune meno riuscite a causa della mia posizione laterale)
L'energico Baz Warne

Lo ieratico Dave Greenfield (che non ha mancato di fare il suo solito spettacolino di "assolo di tastiera mentre beve una birra col mignolino alzato e poi lancia il bicchiere -di plastica per fortuna- che Baz Warne colpisce di testa". Immancabile!)
Scusate la pessima foto ma era il più lontano:

E il fido Ian Barnard, sempre pronto a sostituire Jet Black alla bisogna!

Impeccabili come sempre... sempre più trasversali che mai (dal punk all'elettronica, dalla new wave al rock... loro l'hanno fatto) this is music, according to the Meninblack!


12 commenti:

la Volpe ha detto...

sei anche tu un compare bassista allora?

a parte questo, dov'era il concerto?
c'era molta gente?

hai mai sentito il primo disco solista di Jean-Jacques?

saluti

Alessandro Arcuri ha detto...

Ebbene si, io bassizzo. Il concerto era al New Age, a Roncade (vicino a Treviso). Gente non ce n'era moltissima, ma il locale non è che sia enorme. Diciamo che c'era un numero adeguato di spettatori, ecco.
Per "primo disco di Jean-Jaques" intendi "Euroman Cometh", suppongo.
L'ho sentito ma non ce l'ho. (Mi è parso un filino troppo sperimentale, all'epoca, forse dovrei riascoltarlo adesso)
Invece da qualche parte dovrei avere -tipo su cassetta registrata da vinile (fa ti)- il disco successivo, cioè "Un Jour Parfait". Molto fico.
Sgnaps

Lucien ha detto...

Mi aggiungo alla combriccola dei bassisti. (Io per necessità, poiché nasco chitarrista, ma il nostro cantante era un cane con lo strumento). Sono stato un grande fan degli Stranglers e mi dispiace non essere mai riuscito a beccarli. Da giovinastro comprai a Londra il vinile "The Raven" in versione tridimensionale, che poi mi fu ciulato ad una festa. Forse ero già passato ma stavolta ti linko.
Ciao

Bruno ha detto...

e sticazzi dice che non conoscere questo gruppo ma porta aperta fa corrente.................

sono bassista anche io nè ...

cornflake girl ha detto...

Ok, ok... mo qua scatta la competizione! anch'io sono una che suona il basso... dire bassista per me è un parolone... Però che gran figo Baz!

Alessandro Arcuri ha detto...

Fidati che anche il Giangiacomo Burnello (per essere classe '52) ha un fisico che vorrei io arrivare a quell'età così ben conservato! Vabbè che lui è a non so quale dan di non so che arte marziale in cui ci si piglia a schiaffoni coi piedi...

Titus Bresthell ha detto...

euroman cometh è fantastico. certo meno easy listening degli stranglers, ma merita.
e comunque ti invidio parecchio per questo concerto!

Alessandro Arcuri ha detto...

Vero! L'ho recuperato e l'ho ascoltato e devo dire che pur non essendo esattamente "facile" è effettivamente un disco interessante. Non riesco invece a trovare "Un jour parfait". nemmeno sull'iTunes Store ce l'hanno... :-/

Giangidoe ha detto...

Io! L'ho capita io (l'esclamazione del Grande Capo)!
;)

Alessandro Arcuri ha detto...

Bravo!
Che dire... meno male che c'è la soppressata! ;-)

Prefe ha detto...

porca puttana riesco sempre a mancarli.
Sempre!

Ale,
è molto importante che leggi qui.
Tracklist, soprattutto, compresa.

http://indiemusic.blogosfere.it/2007/09/e-in-stampa-punk-77-07-un-omaggio-made-in-italy-al-punk-1.html

Alessandro Arcuri ha detto...

...eh.
E tu te li vai pure a perdere! Bravo!
L'hanno pure fatta, Nuclear Device, al concerto... ;-)