martedì 14 luglio 2009

Aoh, quanno cià raggione...

Premesso che io Castelli faccio abbastanza fatica a sopportarlo anche solo in foto, stavolta devo dire che almeno in linea di principio sono d'accordo con lui.
La polemica che ha recentemente sollevato circa le inflessioni dialettali nelle produzioni televisive italiane, non è affatto priva di fondamento. Che poi a seguito di ciò ci sia stata una sbrodolata campanilistica di Bossi (credo non solo in senso figurato) sulla "nuova Hollywood" rappresentata dal Polo della Cinematografia Lombarda, vabè, sappiamo con chi abbiamo a che fare e pazienza, però il nocciolo della questione è purtroppo azzeccatissimo.
Ricordo che già anni fa la mia ex morosa friulana faticava a reprimere (anzi no, non reprimeva affatto) moti di stizza quando vedeva un film, pure di un certo livello, ambientato dalle sue parti -vicino al confine italo sloveno- in cui sembrava che fossero TUTTI de Trastevere!
Mancava Bombolo coi suoi "tzà tzà" ed era perfetto!
Il brutto è che se mentre da una parte questa polemica ha dato il La per le spacconate pseudo-etniche del senatùr, dall'altra parte le risposte sono state più che deludenti.
Flavio Insinna sostiene infatti che «Il problema è fare bene il proprio mestiere, in dialetto o in lingua poco importa». Strano perché pensavo che la dizione, per un attore, fosse piuttosto importante! Perfino Alberto Sordi e Nino Manfredi, in "Venezia, la luna e tu" si erano sforzati di cercare di parlare in veneziano!! Vabè poi il film era una commedia divertente, per cui gli improbabilissimi "cossa ghe xe?" di Albertone erano assolutamente spassosi. Ma prendete "La grande guerra" e sentite Vittorio Gassman come riesce a risultare convicente in milanese!
Monica Guerritore ci fa sapere che «Roberto Castelli non ha alcun titolo per poter intervenire su una faccenda che non lo riguarda, non lo tocca e di cui non sa nulla». Intanto per riconoscere un dialetto da un altro non ci vuole una laurea, e poi evidentemente Castelli sa abbastanza per poter affermare che Papa Giovanni XXIII era di Bergamo. Le argomentazioni della Guerritore, invece, cosa aggiungono alla vicenda? Mah...
Poi siccome la faccenda è debordata anche in ambito politico (come se se ne sentisse la neceessità) ecco che il responsabile ambiente del Pd, Ermete Realacci commenta ironico: «Se ci fosse una fiction ambientata a Milano che riesce a rappresentare l'Italia meglio dei Cesaroni va benissimo...».
Se ci fosse UN commento di questi che spiega perché far parlare come uno del Testaccio un personaggio bergamasco, andrebbe benissimo anche a me. Nel caso sollevato da Castelli non si trattava, infatti, di rappresentare "l'Italia". Ma di rappresentare una parte ben precisa di essa! Qui si tratta di professionalità, non di campanilismo.
Poi, certo, finché Bossi, grazie a questo pretesto, vaneggia di saghe epiche sul "popolo padano", dubito che il livello del dibattito potrà mai elevarsi più di tanto...

lunedì 13 luglio 2009

Oggi sciopero



...nella tradizione del mio proverbiale pessimismo temo che Angelino Jolie Half Ano si farà solo una sonora risata (con quei suoi bei dentoni) ma per non lasciare nulla di intentato aderisco volentieri all'appello di Diritto alla Rete contro il ddl alfano che imbavaglia la rete Internet italiana".


domenica 12 luglio 2009

Ipse Dixit

Beppe Grillo, 16 settembre 2005: "non mi candiderò al parlamento"
Beppe Grillo, 12 luglio 2009: "mi candiderò alle primarie del Partito Democratico"

È riuscito a smentirsi in quattro anni scarsi. Confidiamo che, una volta entrato in politica e integratosi nel sistema da lui tanto vituperato, riuscirà a realizzare tempi molto più competitivi. Non dico di arrivare alle inarrivabili prestazioni berlusconiane della "same day refutation", ma sicuramente saprà far meglio.
Auguri, perché tanto da me il voto non lo avrà di certo...

mercoledì 1 luglio 2009

Cosa mi sono perso?

Sono sinceramente confuso. Giusto ieri ho visto in giro per la città una notevole quantità di questi manifesti di commemorazione per Rino Gaetano, attaccati dagli attivisti del centro sociale neofascista "Casa Pound".
Ora, ognuno commemora chi gli pare, ovvio, ma chiaramente una commemorazione effettuata con una massiccia invasione di manifesti abusivi non può non avere il sapore di una rivendicazione politica. Del resto un sito web ce l'hanno... potevano ricordarlo in tale sede.
Ricoprire mezzo centro storico di Padova con manifesti appiccicati in ogni dove fa perdere un po' di vista il soggetto del messaggio e quello che passa è solo il mittente e il suo gesto ("guardate, abbiamo ricoperto la città - NOI ESISTIAMO").
Quello che mi chiedo è perché Rino Gaetano? Era fascio? Giuro che non ne sono davvero al corrente... magari è un'icona della destra, che ne so...

martedì 30 giugno 2009

Lui pensa positivo

Non riesco a decidermi se Giovanotti è un ingenuo o un paraculo di dimensioni clamorose. Già uno che pensa che "esista solo una grande chiesa che va da Che Guevara a Madre Teresa" ti fa vacillare. Non sai decidere se è un ottimista che prende il meglio dei vari simboli della pace e della giustizia sociale (pur provenendo tali simboli da background completamente differenti) o uno che cerca di piacere un po' a tutti e non scontentare nessuno.
Volemosebbene insomma.
Boh... però ok, almeno le intenzioni sono buone, viene da pensare.
Solo che ad un certo punto, di fronte a certe dichiarazioni ti si accapponano i maroni!
Non puoi -ripeto NON PUOI- farmi queste uscite con Berlusconi, come se ti rivolgessi al Mago Galbusera, ostia!!
Fare il "volemosebbene" con un personaggio così losco e megalomane vuol dire dagli ancora più corda e anzi pure legittimarlo; e associare un intento meritorio a qualcosa che di meritorio non ha nulla è di un qualunquismo demagogico da far paura.
Perché, Giovanotti caro, hai una certa età e sei un uomo di mondo... non puoi non sapere che perfino i suoi fedelissimi hanno ammesso le reali intenzioni che hanno portato il nanerottolo alla fondazione di forza italia! Giuliano Ferrara disse in un intervista a La Stampa, il 25/2/94: “Sì, Berlusconi è entrato in politica per impedire che gli portassero via la roba. Tenta di evitare che gli scippino insieme la sua impresa e la sua libertà di imprenditore”. Lo stesso fece Marcello Dell’Utri il 28/12/94: “Silvio Berlusconi è entrato in politica per difendere le sue aziende”. Per non parlare di Fedele Confalonieri che disse a Repubblica il 25/6/2000: “La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia. Col cavolo che portavamo a casa il proscioglimento nel lodo Mondatori!”.
A me non interessa più l'intenzione encomiabile che sta dietro la proposta di Lorenzo Cherubini, se questo vuol dire chiamare in causa certi figuri! Non è possibile uscire con una frase che esalta solo la parte relativa alla capacità imprenditoriale di un personaggio -cioè l'aver creato un "grande movimento"- tralasciando le reali intenzioni che stavano dietro a quella mossa! Cioè di mettere il proprio culo al sicuro!
E proporgli pure di fare il bis!
Chi se ne frega se ha fatto unicamente il suo interesse! L'idea è stata "vincente"! Riproponiamola!
MAVAFFANCULO! (© byPrefe)

Il contaballe - quinta puntata



Ragazzi non c'è più nemmeno gusto! Trovo le robe già confezionate a puntino! Uffa...


giovedì 25 giugno 2009

Ci risiamo...

Io già l'avevo detto in questo post che eBay sarebbe stata la mia rovina.
E difatti...

Tàààc! Un Ericofon originale degli anni 60!
(E non è mica finita...!)

venerdì 19 giugno 2009

Nostradamus mi fa una pippa

Poco meno di un anno fa, parlando di quel bizzarro fenomeno della air guitar (qui) mi ero spinto ad immaginare che questi indiavolati air guitarists, dopo aver simulato un travolgente assolo con una chitarra inesistente, per rimanere aderenti al personaggio della rockstar, avebbero dovuto scendere dal palco e incontrare delle groupies le quali -nella migliore tradizione sessodrogaerocchenròl- si sarebbero prodotte in un "air blow job", ovvero la simulazione di un pompino.
"Ha ha, che ridere!"
Seh, sto cazzo...
Hanno pensato anche a quello!!!
Ladies and gentlemen, ecco a voi l'AIR SEX! (Con tanto di campionati, ovvio...!)

...devo smettere di dire le cose. Semplicemente. Devo smettere.

mercoledì 17 giugno 2009

Alla lettera!

Mettiamo subito in chiaro le cose: questo post è sull'orlo della blasfemia, per cui siete avvisati. Poi non venite a lamentavi con me, non ve l'ha ordinato il dottore, di leggerlo.
Il fatto è che delle volte il troppo stroppia e non ce la faccio a tenermi. Ma non necessariamente in senso negativo.
Giusto ieri il mio amico Japi mi ha fatto omaggio della segnalazione di questa chicca di sito:
In questo sito un artista, un disegnatore (e pure bravo, direi) ha messo on line la sua estrema (e sottolineo es-tre-ma) devozione a Gesù Cristo.
Ora... io non questiono sul fatto che uno possa credere in quello che gli pare, liberissimo di farlo, però ragà... ste cazzo di interpretazioni fucking letterali di ogni cazzo di sacra scrittura! Eccheccazzo un minimo di buon senso!
Ho capito che nel vangelo secondo Matteo (28:20) sta scritto "sarò con voi per sempre, fino alla fine del mondo" però, per quanto queste che l'artista ha creato siano delle interpretazioni, qui si sfiora il ridicolo!
Gesù che assiste il barbiere?

Il corridore?
L'assicuratore?!?!!

Uh poi siccome l'artista è ammeregano, Gesù protegge anche il G.I. Joe, mi raccomando...

A sto punto non ce l'ho fatta a tenermi e siccome il titolo e le opere rimarcano come Egli sia "con te" in ogni momento del giorno ed in ogni attività... eee beh... l'ho raffigurato in compagnia del "teenager" ;-)
Tiè:



...e non mi pento nemmeno di averlo fatto!!!! ^___^

martedì 16 giugno 2009

Angoli di Padova 7 - Orsucci, nella botte piccola c'è il vino buono

Scordatevi le tavolate imbandite e gli ampi locali climatizzati, da Orsucci ci si va perché è unico. Anche se al suo interno ci sono solo due tavoli (che spesso si condividono con gli altri avventori) e quando è estate c'è perfino il lusso di qualche tavolino all'esterno, sotto i portici, davanti alla fermata del tram, basta un assaggio delle sue pizzette o delle sue bruschette per capire perché dal 1922 questa micro-pizzeria lavora a ritmo serratissimo.
Ecco il banco in un momento di rara quiete (conoscendolo, sono passato sul prestino, durante il turno serale)
Dopo un lasso di tempo colpevolmente lungo, sono tornato infatti giusto ieri a omaggiare il mitico localino. Vero, la sua specialità sono le pizze; piccole, sottili e saporitissime anche senza avere guarnizioni barocche, però secondo me la vera chicca è costituita dalle bruschette.
Vanno prese "full optional", chiaramente (pomodoro, aglio e olio... altrimenti che cazzo le si piglia a fare, no?) e vi assicuro che se anche non presentano null'altro che quei tre semplicissimi ingredienti la combinazione è vincente.
Ecco una foto dei campioni in questione, pronti per essere addentati dal sottoscritto e da una ancora meravigliata Syl@.


Ovviamente il pane è "sciocco" cioè senza sale. Tanto l'intingolo oleoso in cui vengono pucciate da entrambi i lati, prima di venir irrorate di sugo di pomodoro, è sufficientemente salato e agliato da insaporire perfettamente il tutto.
Poi la cottura. Non dimentichiamoci che un forno a legna ha sempre il suo perché!

Da buona "gorna" quale sono, poi, ho ceduto alla tentazione di una pizzetta "media" con acciughe, qui ritratta prima di andare incontro al suo destino.

Il melting pot degli avventori del locale è anche indice del suo successo. Trovandosi in pieno centro storico (a due passi da Prato della Valle) si ha la stessa possibilità di incontrare sia il classico vècio, antico quanto la città stessa, che i classici ricconi del centro o gli studenti del liceo Fermi, situato di fianco; chi per consumare direttamente sul posto, chi per portarsi a casa vassoi pieni delle mitiche pizzette.
Xe quéo che te ciava...1 sono piccole e vanno via una drio st'altra, come 'e sarése...2
Eeeeh pazienza, vorrè dire che andrò a correre un po' di più, sull'argine, dopo ogni visita da Orsucci, ecco.

1: È quello, ciò che ti gabba.
2: una di seguito all'altra, alla maniera delle ciliege