martedì 10 marzo 2009

Senza parole

Ragazzi, qualcuno conosce di persona Corrado Guzzanti? Perché bisogna avvisarlo che la sua parodia dei fascisti, fatta col mitico "Fascisti Su Marte", se messa al confronto dei veri personaggi della destra universitaria, qui a Padova, sembra più seria ed attendibile di un documentario del National Geographic!
Ammirate:
Tralasciate per un momento l'assoluta assenza di consecutio logica (che ha più o meno la stessa validità di una frase tipo "la crisi economica genera disoccupati - noi distilliamo castori") e soffermatevi sulla semantica e sulla semiotica. Questo fraseggio da ventennio, che evoca una rude operosità metallurgico/artigianale, questo simbolo che richiama così neanche tanto sottilmente quello della mascolinità (♂) (forse si dimenticano -o non vogliono accorgersene- che anche le donne hanno diritto allo studio... triste, se pensate che dall'Università di Padova uscì la prima donna laureata del mondo!) e soprattutto questa totale assenza di progettualità nei confronti della collettività. Se l'università genera precari, è perché il mondo del lavoro è al collasso -tant'è vero che spesso i laureati italiani trovano ottimi posti all'estero- per cui magari sarebbe il caso di proporre una rappresentanza studentesca capace di farsi sentire e proporre idee concrete, avere un certo peso affinché si smetta di considerare i neolaureati come carne da stage o precariato. Ma noooo... meglio forgiare uomini, come tutta risposta. Come a dire "che merda, l'università... meno male che ci siamo noi destrocazzuti che faremo di te un vero maschio!"
Potete sempre andarvene dall'ateneo e andare a lavorare alla Fincantieri (avvitando bulloni a mani nude, ovviamente) perché nessuno vi ha obbligato a stare qui, eh!

14 commenti:

Punzy ha detto...

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Punzy ha detto...

era per dire che sono senza parole

silvio di giorgio ha detto...

io di parole ne avrei tante ma è meglio che non le usi:sono in libertà vigilata

Le Favà ha detto...

Eh, li forgiano per poi poterli usare come bamboline sessuali.

E poi, davvero. Sentirsi eccitati per slogan del genere denota una malformazione mentale e sentimentale e uterina. Punto.

Alessandro Arcuri ha detto...

Si! Punto G!



(eeeh scusa, me l'hai servita su un piatto d'argento, eh!!)

articolo21 ha detto...

azz

Giangidoe ha detto...

Si, decisamente interessante. Dal punto di vista semiotico, sociologico, antropologico e -oserei aggiungere- del marketing.
Per me, si tratta di un obbrobrio da TUTTI questi punti di vista.

Direi che in questi giorni l'"analisi" è stato un tema ricorrente. Anche io ne ho fatta una brevissima. E su una cosa non troppo meno aberrante...

cornflake girl ha detto...

Politica= cacca!
Mi fanno sempre più schifo... che cce devo fà!
certo che.. la destra ultimamente sta dando il meglio di sè: perchè quella di dare un fucile in mano ai sedicenni per cimentarsi nello "SPORT" della caccia?! ne vogliamo parlare? eh?!

pierprandi ha detto...

Che menti illuminate...

Alessandro Arcuri ha detto...

Eeeh, adesso... "menti"! Dai su! ;-)

Andrew ha detto...

.............mah.................

Alessandro Tauro ha detto...

Se nei campi di Auschwitz o Birkenau avessero collocato delle ferramenta o delle acciaierie, quello sarebbe stato il motto...
Magari l'idea dello slogan è nata così, viste le affinità politiche.

"Forgiamo uomini"... non ho parole!

Prefe ha detto...

echecazz...dove l'hai trovata a padova sta merda?

non hanno nemmeno un briciolino di decenza!

Alessandro Arcuri ha detto...

Zona Portello. Ma sono felice di riportare che non ne è sopravvissuto nemmeno uno, di quei manifesti.