mercoledì 15 dicembre 2010

Ad ognuno il suo mestiere

Uno dei letimotiv di Berlusconi, dalla sua discesa in campo, è stato quello di essere la tanto attesa (?) alternativa ai soliti "politicanti che non avevano mai lavorato un giorno in vita loro" a differenza di lui che, invece era un uomo pratico, uno che aveva -lui sì- lavorato una vita, un uomo del fare, etc etc... beh il problema è proprio questo, in realtà. Laddove in un'attività lavorativa di tipo commerciale o comunque legata alla materialità e alla concretezza del "mondo reale", le considerazioni economiche, di convenienza, di calcolo, sono sacrosante, necessarie e speso vitali, in politica, dove dovrebbero essere le ideologie -o meglio gli ideali- il motore propulsore, beh i soldi e i bassi calcoli monetari non dovrebbero essere nemmeno di casa. Si badi che sto parlando strettamente di "politica" non di mera amministrazione della Cosa Pubblica.
Il risultato dello sdoganamento, operato tanto allegramente dal Nostro, di una stirpe di grossisti della politica, di bottegai della democrazia, che non hanno il minimo pudore delle loro compravendite in stile mercato delle vacche, è sotto gli occhi di tutti.
Certo, la colpa è anche di chi ha lasciato che l'arte della politica diventasse mero esercizio di sopravvivenza fine a sé stesso, inaridendola e alimentandola di assurdi privilegi (money, once again!) ma qui la cura è stata peggio della malattia. E se aggiungiamo che al "medico" non è mai chiavato una sega di curare alcunché, se vogliamo continuare coi paragoni clinici, la cosa appare ancora più desolante. Cornuti e mazziati, insomma.

6 commenti:

il Ratto ha detto...

i "meriti" di berlusconi sono assolutamente speculari ai demeriti dell'opposizione,
tanto lui ha saputo unire cento e mille minoranze "contro" qualcosa,
così il pd e gli altri si sono spaccati su tutto invece di vedere cosa può unire,
in più personaggi privi di carisma e di intelligenza politica si sono messi a confronto (d'alema, veltroni ecc.) con uno in possesso di doti infinitamente superiori.
fanculo

Bastian Cuntrari ha detto...

Mi piacciono i post - come questo - che ti spingono a ragionare. E anche a dare torto a te stessa. Sono una di quelle che 16 anni fa votò l'uomo del fare proprio in forza di quel che fu il leit motiv della sua discesa in campo. Mi sono fatta abbindolare (mea culpa) proprio dal disprezzo nei confronti di quei "politicanti che non avevano mai lavorato un giorno in vita loro", antagonisti dell'uomo pratico e con i piedi per terra.

Mi sono fortunatamente presto resa conto della differenza tra "uomo politico" e "politicante", ma purtroppo la genìa dei secondi è assolutamente in sovrannumero rispetto alla prima. E credo che il danno ormai sia fatto.

Un po' come al liceo, quando non si capiva a cosa servisse dover studiare filosofia: che ci farò con la filosofia nella vita? La lingua straniera mi serve, OK; pure il latino è utile perché scriverò meglio in italiano. E la fisica e la matematica. Ma la filosofia???

Alla lunga, mi accorgo di aver toppato anche lì: sarà per questo che oggi mi trovo ad avere una cotta politica per Massimo Cacciari?
Grazie per lo stimolo, Arcureo.

Punzy ha detto...

si ale,mi sento molto, molto mazziata

e desolata, anche e sconfitta

Ernest ha detto...

decisamente bastonati!

Baol ha detto...

Infatti lui si sente un medico, per l'Italia...un proctologo!

Ibadeth ha detto...

Oddìo, che poi, dire che Berlusconi ha "lavorato", son parole grosse... Ha lavorato così bene che è dovuto entrare in politica perché aveva clamorosamente fallito...
Per cui, anche la politica in senso bottegaio non gli è nemmeno riuscita.
E' riuscito, come hai detto tu, a trasformare la politica in un'ignobile compravendita, questo sì.
E a far sì che la gente lo trovasse normale.