sabato 5 settembre 2009

Più in culo che in mano

Ragà, ieri sono andato alla primissima di Videocracy. A parte il fatto che esci dal cinema col fegato in mano, è sapendo che ne hanno vietato la visione dei trailers che ti rendi conto di quanto in culo ce l'abbiamo.
Non è affatto un film che critica l'operato di Berlusconi come premier, come statista o come politico. Analizza semplicemente il fenomeno mediatico che l'ha portato dov'è e l'effetto che ha sul popolo (bue).
Il tutto però molto freddamente, senza proclami "bolscevichi" o atteggiamenti giustizialisti.
Certo, il ritratto che ne esce, dell'italia, è agghiacciante, ma non ci sono attacchi diretti.
Lo scopo, credo, sia quello di metterti semplicemente davanti allo status quo e farti arrivare a certe conclusioni da solo, senza per forza accodarsi a slogan preconfezionati da altri. Almeno per come la vedo io.
Bene se hanno tentato di bloccare quello, vuol dire che siamo oltre dove pensavamo di essere.
Hanno paura che la gente PENSI, ormai.
E sorvoliamo sulle motivazioni penose che hanno usato per bloccarlo! "Manca il contraddittorio". In un trailer cinematografico?!?! Come se per ogni trailer de "l'uomo ragno" bisognasse mettere come contraddittorio -che ne so- uno de "i fantastici quattro". Penosi.
In realtà forse -ma spero di sbagliarmi- stanno cominciando a realizzare che uno spettacolo di Travaglio, o una delle sparatone pubbliche di Grillo, siano poco pericolose, in quanto ormai anch'esse assunte a "spettacolo". Uno va lì, si fa coinvolgere per un paio d'ore, bofonchia qualche frase di indignazione ...grrr ggrrrr mumblemumble, gneugneugneu... e poi torna a casa e morta lì. Non dico che un "Promemoria" di Travaglio non sia un'iniziativa più che lodevole (anzi, consiglio vivamente pure quello) ma ormai forse si distingue poco da una specie di puntata di Quark, in cui uno si vede spiegate delle cose, ma poi alla fine è risultato spettatore passivo.
Con "Videocracy" invece (almeno per quanto mi riguarda) si viene messi di fronte alla situazione in cui ci troviamo con tale freddezza e distacco ma altrettanta lucidità, che non si può non trarre certe conclusioni da soli.
Non ci si arriva sull'onda di una battuta fulminante o di una coinvolgente loquela.
Ci si arriva da soli.
Che abbiano paura di questo?

14 commenti:

Rouge ha detto...

Non ho ancora visto Videocracy, ma lo abbiamo tutti vissuto sulla nostra pelle per cui sfonda una porta aperta, almeno per quello che mi riguarda.
Promemoria l'ho visto e non mi è piaciuto, l'ho trovato uno spottone elettorale per Di Pietro. Certo sempre meglio averlo un Travaglio, ma non è spingendo verso una parte politica che si può risolvere la situazione.
Il cambiamento deve essere culturale e nei costumi, dopodichè ognuno scelga la propria parte, ma che almeno lo si faccia in maniera ragionata e non per come tira il vento come capita oggi.
Spero che comunque il documentario arrivi a più gente possibile e che produca qualche effetto sulle menti addormentate degli italiani.

Bastian Cuntrari ha detto...

Nonostante non mi piaccia andare al cinema, dopo questa tua segnalazione ho deciso che mi vedrò il film in sala. Soprattutto perché - e ti credo - si tratta di un'accurata analisi del fenomeno Berlusconi, e non contiene proclami "bolscevichi".

E prendendo per buona la tua recensione, concordo che il divieto di mandare in onda il trailer del film - tagliando dunque le gambe ad un importante veicolo pubblicitario - significa che non vogliono che la gente veda il film. Non vogliono che la gente sia indotta a riflettere, a pensare autonomamente (senza imbeccate da copione) e a porsi domande. In questo episodio vergognoso e, nello stesso tempo, ridicolo di censura preventiva, c'è un aspetto positivo: iniziano davvero ad avere paura.

Bel post, Ale.

Alessandro Arcuri ha detto...

@ Rouge: "Promemoria" uno spottone per Di Pietro? Ti giuro che non mi è parso così smaccatamente uno "spottone". Voglio dire, parla (ovviamente) bene del ruolo di Di Pietro e Mani Pulite, ma questo va da sé. Uno spottone lo sarebbe stato se avesse fatto vera e propria campagna elettorale.
Ma non è questo il punto... "Promemoria" ha di buono che è -come dice il titolo stesso- una raccolta ed una descrizione di fatti e circostanze che stanno cadendo pericolosamente nel dimenticatoio. Chi ha frequentato chi, chi si è beccato certe condanne e perché, chi ha aiutato chi a fare cosa... a me ha colpito di più questo aspetto (forse perché C'ERO, durante tutti gli anni e durante la fase politica che Travaglio ha "sezionato") che non l'eventuale occhio di riguardo per Di Pietro.

Lindalov ha detto...

lo volevo vedere anch'io: mi piace non solo l'argomento di cui tratta ma ritengo che il regista sia uno in gamba. L'intervista rilasciata ad una radio nazionale mi é piaciuta molto.

Io ho sempre ritenuto tutto il sistema televisivo italiano un gigantesco bordello. Puttane, clienti, maitresse, domestici, politici...

Alessandro Arcuri ha detto...

Vai a vederlo... ma preparati ad uscire dal cinema più incazzosa di un'orca assassina in sindrome premestruale!

Rouge ha detto...

@ Alessandro: sempre premettendo che è meglio avercelo un Travaglio a ricordare piuttosto che no, il suo Promemoria è uno spettacolo molto lungo, quasi tre ore, diviso in diverse fasi. La prima, molto seria, elenca le malefatte di B e della sua accolita, poi entra in scena Mani Pulite e Di Pietro, di cui non si può che parlare bene, dopo di chè, quando il pubblico è già stanco e si è assuefatto a sentire che Forza Italia ne ha combinate di tutti i colori, il tono si fà quasi scherzoso e partono frecciate contro il centrosinistra, quasi a dire che in fondo pure loro non è che stiano messi bene. Tieni presente che chi va a vedere Travaglio una idea ce l'ha già, in genere è gente di centrosinistra, per cui fa più effetto sentirsi dire che anche a sinistra non stanno messi bene che non sentirsi ribadire cose già sentite decine di volte.
Il solo ad uscirne pulito è Di Pietro, e d'altronde Travaglio stesso non nasconde le sue simpatie per l'IDV.
Questa la mia impressione.
Ad ogni modo, ripeto, sempre meglio avercelo Travaglio (anche se ha finito per inflazionare l'antiberlusconismo facendo uscire libri in serie (ormai lo vedi e sai già che dirà qualcosa contro B: qualcuno lo ascolta ancora?).
Per me non è il modo giusto, ma meglio che niente.

Alessandro Arcuri ha detto...

Rouge, l'ho visto lo spettacolo di Travaglio, ho presente... e difatti tu stesso hai detto quello che ho esposto nel post.
Dopo uno spettacolo del genere la gente si cruccia, si indigna, si esacerba, ok, ma è come se fosse ormai un riflesso Pavloviano.
Vabè ok, non è così drammatica come la metto ma seghemocapìi...
Con Videocracy ti viene offerta la possibilità di fare tu stesso il "due più due", ecco.
Questo almeno a mio parere e -per esempio- anche a sentire un'altra blogger che ieri era lì con me al cinema a travasare bile... ;-)

Alberto ha detto...

Grazie per la tua recensione. Andrò a vederlo oggi o domani. Ciao.

il Russo ha detto...

Trovo che, progressivamente, gli spazi di "sfogo" tollerati si vadano a restringere sempre più, per riallacciarmi alla tua considerazione sul perchè le sparate di Grillo e Travaglio (su internet) si e videocracy no.
Siamo passati dagli anni '90 con i programmi in prima serata sulla rai della banda Dandini e su merdaset con la Gialappa's ad oggi dove pure il tg1 è più berlusconiano del tg5 e si cerca di "normalizzare" rai tre.
Oggi le sparate di Grillo e Travaglio (ma per il primo la rai è off limits e per il secondo si stanno mettendo i bastoni fra le ruote a Santoro) su internet sono il massimo tollerato, domani manco più quelle?

Bruno ha detto...

non l'ho visto e ci andro'.... lo so che mi incazzero' ..lo so....

Punzy ha detto...

Ale
io a certe cose ci sono gia arrivata e non vorrei andarci...sto gia mettendo a dura prova il mio fegato..

Giangidoe ha detto...

Io dovró aspettare di tornare in Italia, a fine mese.
E ovviamente, non riuscirò a recuperarlo al cinema...
Speriamo nelle sconfinate possibilità della rete!

Little Prince(ss) ha detto...

Beh, a dire il vero "Videocracy" mostra solo, ma neppure lontanamente "analizza". Ci sono le veline mezze nude? Lele Mora e Fabrizio Corona? I provini del Grande Fratello? Beh, per saperlo basta fare zapping 5 minuti un sera a casa propria.

Silvio Berlusconi domina la tv italiana, e con essa la politica e la società? E' questa la novità?

"Videocracy" è vero che non lancia slogan e proclami, ma è anche vero che non dice assolutamente nulla (se non qualche perla di gossip usata... per mostrare il lato oscuro del gossip, con grande coerenza). Non un accenno di analisi. Non un accenno di proposta. Mostra solo quello che vediamo ogni giorno. E di cui parliamo ogni giorno. Della cultura del "velinismo" e dei suoi poco raccomandabili protagonisti hanno organizzato dibattiti persino Porta a Porta e Domenica In...

La censura televisiva è per questo ancor più grave, perché se la prende con un film tutto sommato vuoto di contenuti. Come ho concluso altrove, "la censura da parte di Rai e Mediaset nei confronti di un film è indice della gretta meschinità con cui il sistema televisivo italiano difende gli interessi del Padrone, ma non per forza della qualità, artistica o 'rivoluzionaria', del film".

Alessandro Arcuri ha detto...

Verissimo, Videocracy non "analizza", ma, forse per il tipo di esposizione che offre, per la consecutio che fa saltare all'occhio, diciamo che ti serve, anzi ti "ri-serve" su un vassoio d'argento certi ragionamenti che evidentemente si sono un po' arenati.
Perché se bastasse accendere la tivù per capire TUTTO non saremmo certo presi come siamo! Cioè un popolo che si beve tutto quello che passa il tubo catodico.
Un mio amico ha sintetizzato la differenza fra l'italia e il resto del mondo con questa frase: "nel resto del mondo la televisione viene considerata una fonte di informazioni. Qui viene considerata una fonte di VERITÀ!"

C'è un'enorme differenza...