sabato 18 luglio 2009

What you see is what you get

"We are Motörhead and we play rock 'n roll!"
Mai slogan fu più aderente alla realtà!
Sono trentaquattro anni che la poderosa band inglese sforna del sano, energico e sincero rock duro, senza lasciarsi influenzare da mode del cazzo e tendenze passeggere. Era decisamente ora che andassi a vederli dal vivo!
Giusto per non arrivare impreparato mi sono anche riletto la spassosissima autobiografia dell'incrollabile Lemmy, che se penso che è più vecchio di mia madre non posso che tributargli il massimo rispetto possibile!

Comunque si avverte quando l'età porta saggezza. In ogni campo. Assistendo al concerto ne ho avuto la prova. L'apertura della serata è stata affidata alle Merendine Atomiche, un gruppo locale relativamente recente, direi anche capace e convincente ma, come dire... nulla di nuovo sotto il sole. Poi è stata la volta degli Extrema, band milanese sulla scena da svariati anni (già li avevo visti dal vivo, un sacco di tempo fa) che, pur essendo ben radicati nel metal, hanno comunque sfoggiato intermezzi funk, qui e là, che hanno reso più interessante il tutto.
Poi i tre grandi vecchi del rock (i Motörhead non sono assolutamente metallari... il loro è semplice rock 'n roll, suonato più forte, tutto qui) oltre a sfoggiare la loro infilata di grandi classici, hanno favorito un intermezzo acustico di sano country-blues, in cui Lemmy ha lasciato il basso per dedicarsi all'armonica a bocca, che dimostra quanto sappiano fare il loro mestiere. Non che ci fossero dubbi, eh...

La stessa cosa vale per il pubblico. I fans più anziani erano scatenati, certo, ma con una certa dose di sale in zucca... la stragrande maggioranza dei "boccioni" presenti, invece (che potrebbero essere tranquillamente nipoti di Lemmy) erano lì solo per fare casino. Giusto per dare un esempio, un gruppetto di pischelli vicino a me, durante il cambio palco appena prima dei Motörhead, alla vista del tecnico che sistemava la chitarra acustica che sarebbe stata utilizzata poi dal batterista, durante il set acustico, hanno cominciato ad urlare "OOOOOOO!! CHE CAZZO SERVE LA CHITARRA ACUSTICAAAAA??? HEAVY METAAAAAAAALLLLL!!"
Poveri cretini... sarebbe inutile fargli notare che in alcuni dei loro pezzi i Motörhead hanno usato anche sezioni di archi, o anche di fiati. Viene da pensare che se sono fans così sfegatati dovrebbero essersene accorti, ascoltando i loro dischi.
Ma mi sa che sono fans dell'immagine, più che della musica. Già negli anni 80 Lemmy affermava che l'heavy metal significa "...non venir mai considerati per la propria musica. Si viene considerati per la propria cintura fatta con le pallottole, per il volume che hai, per il tipo di pubblico che viene ai concerti o per quanto brutto sei, ma molto raramente la tua musica viene presa ed analizzata. Mentre altre volte lo fanno con musica che penso sia largamente inferiore, solo perché chi la suona ha il giusto taglio di capelli."
Aveva già capito tutto vent'anni fa...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Pietre miliari con ancora tanto da dire
Sig

Bruno ha detto...

behhhhh discografia sempre aggiornata di questi miti.....
una potenza

il Russo ha detto...

Lui aveva già capito tutto 20 anni fa, certi non hanno capito una mazza ancora oggi purtroppo...

Prefe ha detto...

però mi fa ridere pensare a lemmy a piazzola...

Alessandro Arcuri ha detto...

Al contrario... dovevi vedere la cornice spettacolare in cui si è svolto il tutto! Invece del solito anonimo palazzetto dello sport, una villa cinquecentesca!

la Volpe ha detto...

Lemmy è un grande

io lo vidi al gods of metal del 2001 a Milano

devo dire che i Motorhead li ascolto relativamente poco, ma il concerto fu grandioso

Lemmy lo ascolto parecchio però nei dischi che sfornò con gli Hawkwind... la voce da pazzo furioso in "Silver Machine", oppure Lemmy che fa le armonizzazioni ALTE in "Pardox" da "Hall of the Mountain Grill"...

http://www.youtube.com/watch?v=xBbkpzjYa88

Prefe ha detto...

ale

sticazzi villa contarini immagino...
la conosco bene!