domenica 18 maggio 2008

Non toccateci il panino!

Aaah benòn, adesso anche uno dei simboli più tipici dell'italia popolare è in fase di restaurazione, pronto per diventare trendy, chic o sòi mi cossa...
Il caro vecchio PANINO, semplice, di poche pretese ma estremamente efficace, adattabile a millemila circostanze, dalla gita scolastica alla scampagnata familiare "fuori porta", dalla sosta in autogrill durante un viaggio al banalissimo rimedio verso un languorino inaspettato, è stato "scoperto" dai "grandi cuochi".
Vedere articolo a riguardo.
Prima di tutto mi vien da dire "ma dove vivevano, questi, prima?"
E poi mi scatta subito un sottile fremito di insopportazione.
Già il concetto di "panino d'autore" non ha alcun senso, dal momento che una pietanza come il panino stesso è per definizione (giacché ognuno ci mette quello quello che vuole, fra quello che ha a disposizione) un prodotto del proprio creatore, una virtù scaturita dalla necessità. E poi è inutile che sti grandi cuochi della mia cippa si affannino a ricercare azzardati accostamenti di sapori perché è comunque sempre uno scoprire l'acqua calda. L'improvvisazione paninica è già radicata nella tradizione del panino stesso! Come in quest'altro mio post ebbi ampiamente modo di documentare.
Se mi dite, con aria di chi in casa ha la pietra filosofale e la usa come fermacarte: "Oggi al ristorante se faccio un panino è piccolo, un apetizer. Un’idea? Lo farei con le pere che dan senso di freschezza, abbinate alla "mortazza" che a volte risulta troppo grassa" (ed è di Vissani, eh, questa PERLA!) non posso non sbottare in una serie di eresie (che per decenza verso il prossimo non pubblico in questa sede) e far notare che... mavà? La pera da' senso di freschezza? Strano io ci avrei messo l'abbacchio! Ma sei un genio!!! E la mortazza troppo grassa? Ma come, io ce la puccio nel latte la mattina!!!!
Sentite... il panino DEVE restare quello che è! Sia che sia pan-e-fortaja, sia che sia un'orgia di ingredienti recuperati all'ultimo istante. Darci una verniciata di "esclusività" lo trasforma solo in un esercizio di onanismo culinario.

5 commenti:

Bisky ha detto...

Non sanno più cosa inventarsi... Cmq mi unisco alla tua indignazione e urlo:

"FORZA PANINO!!!"

Prefe ha detto...

indubbio,
il panino è espressione della propria creatività, ma esiste il panino d'autore.
Io, debbo ammetterlo, ammiro e stimo il Camogli.

Alessandro Arcuri ha detto...

Uomo... credevo anche io che gli autogrill fossero tutti uguali... finché non ho avuto l'occasione di assaggiare i panini delle aree di servizio Fini Grill.
Oltre ai normali prodotti dozzinali simili a qualsiasi autogrill, essi esibiscono tre panini "speciali" (mi pare si chiamino "gourmet") che guarda... SBAVÀZ!!!
E semplicemente perché non sono precopnfezionati chissà dove e poi spediti alle varie aree di servizio. No, sono preparati freschi sul posto!
Certo, gli ingredienti saranno spediti da lontano, ma la preparazione "on the spot" fa la differenza (te ne accorgi quando un panino è fresco).
Il che conferma quanto ho esposto. Non è la complessità che da' valore al panino... è la genuinità!
Ooo là!
^__^

Anonimo ha detto...

Conoscete il grande chef Sadler ?

Volevo segnalare quest'evento che si e' svolto poco tempo fa.
leggi articolo:

http://www.milanodabere.it/articolo_3309/mcsadler.html

Mah!?!

Alessandro Arcuri ha detto...

Si beh sembrano buoni, ma che se la tirino meno eh, su, che poi si rompe...!