lunedì 17 marzo 2008

Piccolo portoricano maledetto...

...per gli amici Eddie Gomez!






Siccome dopo una certa età i bassisti si ricoglioniscono, stavo per perdermi un concerto della madonna! Non sto parlando di Gomez... lui è sovrumano e non si rincoglionisce di sicuro... sto parlando di me (e non solo)!
Allora, antefatto: era già da un po' che sapevo del concerto di Eddie al Torrione di Ferrara, e mi ero già ripromesso di andare a vederlo. Quando in giro per Padova ho cominciato a vedere manifesti che lo ritraevano ho pensato "toh guarda la pubblicità del concerto dell'Eddie Gomez Trio a Ferrara". MAI mi ha sfiorato l'idea che dei manifesti in giro per Padova si potessero riferire ad un concerto che avrebbe avuto luogo effettivamente a Padova! E difatti due sabati fa si è esibito appena fuori città, a Selvazzano, dove avrei potuto andare a vederlo in tutta comodità.
Quando l'ho saputo era troppo tardi e avevo altri impegni... per cui giocoforza ho optato per Ferrara. E qui entra in gioco un altro bassista, anche lui preso più o meno come me in quanto a lucidità!
Il grande Pier Mingotti, mio compagno di corso al conservatorio, sapendo che volevo andare al concerto del Trio, mi fa: "si si, dai, andiamo assieme, sabato dopo lezione, pigliamo e andiamo a Ferrara! Figata, ti do' anche il numero del tipo che organizza... chiamalo... etc etc..."
Ecco, il giovedì Io chiamo e il suddetto tipo, gentilissimo, mi fa pazientemente notare che il concerto non è sabato. E' venerdì! Cioè l'indomani!
Al che avviso Pier con un sms e lui mi risponde testuale "che rincoglionito che sono [visto?!? N.d.A.] domani non ci sono, tu ci vai?"
Eh... vutto fare che? Fatalità avevo lezione anche il venerdì, per cui ho fatto un dritto... Rovigo - Ferrara. Via una sotto l'altra.
Il concerto è stato stellare.
I componenti del trio (Stefan Karlsson al piano, purtroppo la foto non gli rende giustizia, il Nostro al basso e Duduka Da Fonseca alla batteria) si sono fusi in un'unica entità suonante, con un'interplay sempre equilibratissimo, senza che nessuno dei tre offuscasse gli altri due. Un'apertura con uno standard, giusto per mettere il pubblico a proprio agio, ma poi pezzi di Karlsson, di Gomez... perfino una rielaborazione di un pezzo di "Freddy" Chopin, come l'ha chiamato Eddie! Lui poi è stato pacioso e simpatico, nel presentare i pezzi, col suo misto di italiano, spagnolo e inglese! E -se posso dire- finalmente mi son goduto un jazzista che non usa l'arco solo per tirare le semibrevi a fine tòco... oo là!
Io ho avuto la mia dose di "macomecaaaazzofa?!?!" in almeno un paio di occasioni. Tecnicamente parlando ho individuato un paio di trucchetti contrabbassistici che mi hanno lasciato a bocca aperta. Uno ho già capito come fare, l'altro, ahimè, me sa che rimarrà un mistero. E sto solo parlando di TECNICA. Per il gusto, il feel, la passione, la varietà di linguaggio... lì non bastano gli esercizi... bisogna avercele dentro certe cose.
Eddie è piccoletto ma ne contiene tante.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mannaggia! Stando al tuo racconto, mi sa che mi sono persa un concertone...

Mmmmmf!
Tu a coccolarti le orecchie e io per tutta la notte di attrezzate e culle in Croce Verde!
MMMMMMMMMMMFFFFF!!!!
Che rabbia!

BTW... O.F.I.M.!

(...ho già pronta la maglietta sul termosifone per domani mattina. ^_^ )