Scordatevi le tavolate imbandite e gli ampi locali climatizzati, da Orsucci ci si va perché
è unico. Anche se al suo interno ci sono solo due tavoli (che spesso si condividono con gli altri avventori) e quando è estate c'è perfino il lusso di qualche tavolino all'esterno, sotto i portici, davanti alla fermata del tram, basta un assaggio delle sue pizzette o delle sue bruschette per capire perché dal 1922 questa micro-pizzeria lavora a ritmo serratissimo.
Ecco il banco in un momento di rara quiete (conoscendolo, sono passato sul prestino, durante il turno serale)

Dopo un lasso di tempo colpevolmente lungo, sono tornato infatti giusto ieri a omaggiare il mitico localino. Vero, la sua specialità sono le pizze; piccole, sottili e saporitissime anche senza avere guarnizioni barocche, però secondo me la vera chicca è costituita dalle bruschette.
Vanno prese
"full optional", chiaramente (pomodoro, aglio e olio... altrimenti che cazzo le si piglia a fare, no?) e vi assicuro che se anche non presentano null'altro che quei tre semplicissimi ingredienti la combinazione è vincente.
Ecco una foto dei campioni in questione, pronti per essere addentati dal sottoscritto e da una ancora meravigliata
Syl@.

Ovviamente il pane è "
sciocco" cioè senza sale. Tanto l'intingolo oleoso in cui vengono pucciate da entrambi i lati, prima di venir irrorate di sugo di pomodoro, è sufficientemente salato e agliato da insaporire perfettamente il tutto.
Poi la cottura. Non dimentichiamoci che un forno a legna ha sempre il suo perché!

Da buona "
gorna" quale sono, poi, ho ceduto alla tentazione di una pizzetta "media" con acciughe, qui ritratta prima di andare incontro al suo destino.

Il
melting pot degli avventori del locale è anche indice del suo successo. Trovandosi in pieno centro storico (a due passi da Prato della Valle) si ha la stessa possibilità di incontrare sia il classico
vècio, antico quanto la città stessa, che i classici ricconi del centro o gli studenti del liceo Fermi, situato di fianco; chi per consumare direttamente sul posto, chi per portarsi a casa vassoi pieni delle mitiche pizzette.
Xe quéo che te ciava...
1 sono piccole e vanno via
una drio st'altra, come 'e sarése...
2Eeeeh pazienza, vorrè dire che andrò a correre un po' di più, sull'argine, dopo ogni visita da Orsucci, ecco.
1: È quello, ciò che ti gabba.
2: una di seguito all'altra, alla maniera delle ciliege